INSIEME ......

domenica 9 gennaio BATTESIMO DEL SIGNORE

Il 1 gennaio le nostre parrocchie (Avigno, Velate, Masnago, Lissago, Calcinate del Pesce, Bobbiate) sono state costituite in comunità pastorale. Negli ultimi mesi molto si è discusso al riguardo e sono emersi non pochi interrogativi ma uno fra tutti sembra prevalere e cioè: cosa cambia con questa scelta?

Non è veritiero dire che non cambia niente ma, è altrettanto falso e ingiusto concludere che tutto viene stravolto. Pur dentro le inevitabili fatiche mi convinco sempre di più che all’origine di una tale scelta c’è da un lato la diminuzione numerica dei preti ma dall’altro lato la riscoperta del protagonismo di ogni battezzato chiamato a spendersi nell’annuncio del Vangelo.

Se ci guardiamo attorno con realismo e senza perdere la fiducia non possiamo non accorgerci che le nostre chiese vengono frequentate sempre meno da giovani famiglie e da adolescenti; ci accorgiamo che aumentano presenze di uomini e donne di altri popoli e culture; ci accorgiamo, infine, che alcuni chiedono di incontrare luoghi dove si possa sostenere la ricerca della Verità e un robusto percorso di fede. Di contro, però sono cresciuti molti laici pronti a dare testimonianza al Vangelo dentro la comunità e all’interno dei propri ambiti di vita. Si apre un tempo complesso ma potenzialmente fecondo perché “il Vangelo continui a compiere la sua corsa”.

Nel pensare una comunione più profonda tra le parrocchie e, al loro interno, tra preti e laici, c’è allora l’intenzione legittima e ancor più necessaria di fare in modo che tutto quanto abbiamo ricevuto possa essere trasmessa con il volto della fraternità di credenti in Cristo.

Nel motivare la scelta della comunità pastorale l’Arcivescovo diceva che: “la comunità pastorale è una forma di unità pastorale tra più parrocchie che hanno una CURA PASTORALE UNITARIA e sono chiamate a un cammino unitario e coordinato”.

Non si tratta semplicemente di complicare le cose ma di accompagnarci a individuare insieme e, quindi, a rendere operative, quelle modalità che rendono condiviso e gioioso l’annuncio del Vangelo.

Sempre l’Arcivescovo declina ancor più precisamente quanto è in gioco annotando che: ...”all’interno del progetto comune e secondo le linee concordate a livello dell’intera comunità pastorale (che dovranno riguardare anche aspetti molto concreti, quali ad esempio l’orario delle messe o le tappe dell’iniziazione cristiana) le singole parrocchie continueranno ad essere il luogo ordinario della vita liturgica e sacramentale dei fedeli anche se è bene prevedere catechesi, momenti formativi, ecc. per tutta la comunità pastorale.“

Dove ci porterà tutto questo?

Non è facile rispondere ma sarebbe imprudente affrettare i tempi come altrettanto anacronistico non cogliere alcune opportunità. Si tratta allora di pregare, riflettere e ragionare insieme curando il dialogo fra noi per arrivare a metterci in ascolto di quello che il Signore Gesù ci chiede. In questo un dono va chiesto insieme, preti e laici, ed è quello di mantenere la gioia che sgorga dalla fede in Cristo, l’entusiasmo disarmante dei testimoni del Risorto e la tenacia dei grandi credenti.

Le obiezioni costruttive sono utili per capire e intuire quali siano le scelte migliori ma l’atteggiamento disfattista o rivendicativo non solo è male e, quindi, impoverente ma sopratutto riporta tutto su un piano di irrigidimento e di rimpianto che lascia trasparire poca fiducia nel fatto che Gesù Cristo continua e continuerà a prendersi cura della sua chiesa anche attraverso la nostra coraggiosa ed entusiasta adesione a Lui.

Con l’impegno di continuare questo dialogo ci affidiamo alla patrona della nostra comunità che è Maria, Madre Immacolata preparandoci così anche nella solenne messa di inizio della comunità pastorale che sarà presieduta dal Vicario di Zona il prossimo 6 febbraio al pomeriggio.

don Mauro

 
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