domenica 6 febbraio V dopo l’epifania

Nel giorno in cui celebriamo l’inizio solenne della nostra Comunità pastorale Maria Madre Immacolata è significativo offrire a tutti, quanto l’Arcivescovo scrive nel decreto di costituzione perché è di aiuto a comprendere meglio il senso di questa scelta a servizio dell’annuncio del Vangelo. Leggendo con attenzione le righe seguenti sarà possibile individuare le necessarie scelte innovative ma ancor prima sentirci rassicurati sulla volontà di mantenere vitale la storia di ogni singola parrocchia che continua ad essere casa di Dio tra le case della gente.

Invitando ad intensificare le preghiere al Signore Gesù attraverso l’intercessione di Maria Madre Immacolata ci mettiamo in cammino insieme per condividere sempre più il nostro essere Chiesa fraterna che nasce e si nutre dall’Eucarestia.

don Mauro, don Ambrogio, don Jean, don Ernesto, don Adriano, don Virgilio, don Marco

Lo slancio missionario a cui le nostre parrocchie sono particolarmente chiamate in questo momento storico della Chiesa ambrosiana sottolinea «l’urgenza e la necessità di una strategia pastorale nuova» che richiede oltre a un lavoro di educazione e a una rinnovata coscienza missionaria, «l’impegno -sostenuto dalla fantasia e dall’audacia di cui lo Spirito Santo non priva mai la sua Chiesa - di trovare strade nuove, di tentare iniziative inedite, di mettere in atto sperimentazioni studiate e realizzate nel segno della saggezza, della comunione e del coraggio».

Tutto ciò nella linea di un’autentica pastorale d’insieme, che, come afferma il Sinodo diocesano 47°, «è esigenza connaturata con la Chiesa, quale realtà di comunione, e a tutta la sua missione e azione evangelizzatrice» e «lungi dall’essere solo un accorgimento di tipo organizzativo, costituisce una manifestazione privilegiata e un’esigenza ineliminabile della carità».

A tale scopo indicavamo nell’omelia della Messa Crismale del 2006, come modalità «particolarmente significativa e promettente» di pastorale d’insieme, la Comunità pastorale «intesa come forma di “unità pastorale” tra più Parrocchie affidate a una cura pastorale unitaria e chiamate a vivere un cammino condiviso e coordinato di autentica comunione, attraverso la realizzazione di un concreto, preciso e forte progetto pastorale missionario».

Avendo costatato tra alcune parrocchie del Comune di Varese la presenza di un significativo cammino di pastorale d’insieme, dopo aver effettuato le consultazioni necessarie e opportune, riteniamo sia maturo il tempo per avviare con prudenza e coraggio la realizzazione di una nuova Comunità pastorale.

Pertanto le seguenti parrocchie site nel Comune di Varese: SS. Pietro e Paolo in Masnago - S. Carlo Borromeo in Lissago - SS. Nazaro e Celso in Calcinate del Pesce - S. Giovanni Battista in Avigno - S. Grato in Bobbiate - S. Stefano in Velate vengono costituite in un soggetto pastorale unitario denominato

Comunità pastorale “Maria Madre Immacolata” in Varese,

che avrà la sua sede centrale presso la parrocchia dei SS. Pietro e Paolo in Masnago.

Per la realizzazione della nuova Comunità pastorale si seguiranno con attenzione i principi offerti nella suddetta Omelia e le indicazioni operative dell'acclusa nota Verso una nuova strategia pastorale per la Chiesa ambrosiana. Secondo tali indicazioni dovrà essere elaborato, con una formulazione scritta, ma disponibile a successive revisioni, un progetto pastorale comune, che «riguardi l'annuncio della Parola, la liturgia e la vita di preghiera, il servizio caritativo e la cura di contesti specifici, quali ad esempio la pastorale giovanile, la pastorale familiare, la pastorale dei malati e l'animazione della vita cristiana nei diversi ambiti della vita culturale e sociale.»

All’interno del progetto comune le singole Parrocchie continueranno ad essere il luogo ordinario della vita liturgica e sacramentale dei fedeli mentre alcuni ambiti saranno particolarmente articolati tra dimensione parrocchiale e Comunità pastorale, in modo tale che siano valorizzate le specificità delle singole comunità parrocchiali e non manchi a livello locale quell’attenzione a tutti che è tra i compiti specifici della comunità cristiana.

La cura pastorale unitaria nell’ambito della Comunità pastorale è affidata a un Direttivo pastorale, costituito da un sacerdote Responsabile della Comunità pastorale, che è anche Parroco e legale rappresentante delle singole parrocchie e da altri sacerdoti Vicari della Comunità pastorale. La composizione del Direttivo pastorale potrà essere ulteriormente allargata anche a fedeli non presbiteri, secondo le indicazioni diocesane e a seguito di incarico formalmente affidato.

Nell'ambito della Comunità pastorale verranno progressivamente costituiti un unico Consiglio pastorale della Comunità pastorale, in cui ciascuna delle singole comunità parrocchiali sia debitamente rappresentata e un unico Consiglio per gli affari economici, comprensivo di almeno tre rappresentanti per ogni parrocchia. L'attività dei due organismi sarà svolta in accordo con il Direttivo pastorale e sotto la presidenza del Responsabile della Comunità pastorale.

+ Dionigi Tettamanzi Cardinale Arcivescovo

Milano, 1 gennaio 2011

 
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