"Il nostro cuore e' inquieto sino a quando non riposa in te"

domenica 17 aprile delle Palme

Nel 1985 Giovanni Paolo II ha avuto una intuizione significativa: mettere in relazione la domenica delle Palme con l'attenzione della chiesa nei confronti dei giovani. Riprendendo l'incontro tra il giovane ricco e Gesù, ha osato chiedere alle giovani generazioni di continuare a domandarsi: "che cosa devo fare per avere la vita eterna?"

Da allora in poi la domenica che oggi viviamo non può che ritornare ad approfondire un interrogativo rivolto certamente ai giovani ma ancor prima agli adulti: quali orizzonti di vita ci attraggono e a quali orizzonti educhiamo?

L'attuale Papa, proprio nel messaggio in preparazione alla giornata mondiale della gioventù di Madrid nel prossimo mese di agosto, sottolinea che: "numerosi giovani sentono il profondo desiderio che le relazioni tra le persone siano vissute nella verità e solidarietà". E, poco più avanti, afferma: "... La domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma nello stesso tempo la gioventù rimane comunque l'età in cui si è alla ricerca della vita più grande".

Si può affermare che la stessa esperienza conferma quanto sperimentato da un giovane che per lungo tempo ha cercato con fatica un senso alla vita stessa, cioè S. Agostino il quale affermò: "il nostro cuore è inquieto sino a quando non riposa in te".

E' all'inizio della Settimana Santa che vorremmo lasciare nuovamente emergere un desiderio così straordinario. Infatti, il dono che Dio offre all'uomo, e cioè la sua stessa vita caratterizzata dalla rinuncia di un successo umano ci costringe a guardare a questo stesso Dio che in Cristo si consegna crocifisso perché l'uomo non muoia.

Non si tratta di un semplice gioco di parole ma è quanto ci ritroviamo a vivere nella realtà della Pasqua.

Sempre Benedetto XVI aiuta giovani e adulti a focalizzare l'avvenimento centrale della settimana che inizia quando afferma: "Noi crediamo fermamente che Gesù Cristo si è offerto sulla croce per donarci il suo amore; nella sua passione, ha portato le nostre sofferenze, ha preso su di sé i nostri peccati; ci ha ottenuto il perdono e ci ha riconciliati con Dio padre aprendoci la via della vita eterna. In questo modo è possibile amare tutti e condividere questo amore con i fratelli più poveri e in difficoltà".

A quale conseguenza ci porta tutto questo percorso?

Non può che essere la decisione a coltivare un costante dialogo con Gesù Cristo ritrovando il coraggio, giovani e adulti che siamo, di approfondire il dono della Parola da cui sgorga la nostra fede, attraverso una catechesi continuativa.

Questi pensieri che varrà la pena riprendere sono anche l'augurio per vivere realmente la Settimana Santa.

don Mauro

 
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