SI PUO’ ANCORA DIRE LA VERITA’

domenica 27 marzo III di Quaresima

Tempo fa leggendo il quotidiano Avvenire sono stato attratto da un titolo curioso:

troppi bugiardi in circolazione. E’ difficile riconoscere il vero?”

L’articolo, ampio e preciso, fa emergere a un certo punto alcune affermazioni decisamente forti quando l’autore sostiene che:

...«la sincerità e la falsità hanno perso di valore e ormai ognuno crede di poter dire qualsiasi cosa per difendersi e per accusare senza alcun senso di colpa, senza rimorso».

E poco più avanti continua: «il bugiardo afferma una cosa, cioè il falso, avendo nello stesso momento in mente il vero. Ha contemporaneamente coscienza di come sono andate le cose e come avrebbe voluto fossero andate e tra queste due versioni sceglie il falso e lo afferma come vero

Le riflessioni sono amare ma, purtroppo non si può nascondere che hanno del vero. E’ storia quotidiana quella di uomini e donne che falsificano la realtà per scopi politici, ideologici o semplicemente per discreditare l’impegno di molti a servizio della verità. A qualcuno interessa, per motivi banali o per un disegno ben preciso, falsificare la verità delle cose incurante del male che ne deriva alla convivenza sociale o al servizio educativo.

Il racconto fin qui evidenziato ci fa comprendere ancor meglio la pagina del Vangelo della terza domenica di Quaresima dove si viene a conoscere l’incontro-scontro fra Gesù e “quei giudei che avevano creduto in Lui”.

In questo dialogo così teso e violento traspare la logica della falsificazione della Verità con la quale il Cristo stesso ha dovuto combattere.

Ma come mai il Signore Gesù vive tale situazione che si ripete nella storia dell’uomo?

Una pagina delle riflessioni dei Vescovi italiani di qualche anno fa su “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia” ci aiuta a individuare una risposta quando dice: «la storia della salvezza non è segnata solo dalle ripetute chiamate di Dio, ma anche dai ripetuti rifiuti da parte dell’uomo di accogliere la via della vita ... Gesù, nel vangelo di Giovanni, indica la radice profonda del rifiuto, dell’incredulità e lo fa servendosi del linguaggio duro che richiede di essere decifrato: “Io dico quello che ho visto presso il padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal Padre vostro ... Chi è da dio ascolta le parole di Dio” (Gv 8,38-47)».

Concludendo queste brevi note diventa inevitabile affermare che quando la verità è falsata o rifiutata è perchè la Parola di Dio che si fa carne rimane disattesa o inascoltata .

E’ la profezia del cristiano nel nostro oggi perché, come concludeva ancora l’autore dell’articolo dal quale siamo partiti:

«... è tempo che la società non si nasconda dietro la menzogna. E’ tempo che tanti uomini veri si mostrino. Avranno il viso segnato dalla fatica, ma questo è e deve essere la nuova estetica. Non se ne può più dei parrucconi e dei sepolcri imbiancati».

 

don Mauro

 
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