Nella gioia del Risorto

domenica 24 aprile - Pasqua nella risurrezione del Signore

Ci sono alcune parole dell'apostolo Pietro che ci sono care. E' un invito da parte di Pietro a non indugiare mai nel dare testimonianza della Pasqua di Gesù. Dice l'apostolo: "Sii sempre pronto a rendere ragione agli altri della speranza che è in te".

A partire da questa esortazione desideriamo esprimervi il nostro augurio per la Pasqua, un augurio che traduciamo così:

  • Vi auguriamo di ritrovare nel dono della morte e resurrezione di Gesù l'entusiasmo che nasce dalla speranza e che sa offrire speranza. Andiamo avanti con speranza!... Il Cristo contemplato e amato ci invita ancora una volta a metterci in cammino...Il nostro passo deve farsi più spedito nel percorrere le strade del mondo.

  • Vi auguriamo di avere il cuore giovane, cioè di avere il coraggio di osare, di vincere ogni paura e rassegnazione.

  • Vi auguriamo di vivere la virtù della fortezza, che è il volto concreto della speranza. E questo perché Cristo condivide la sofferenza e vince la morte.

Scrive Giovanni Paolo II: "Non è a un grigio quotidiano che noi torniamo, dobbiamo imitare lo slancio dell'apostolo Paolo "proteso verso il futuro come verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a vivere lassù in Cristo Gesù" (Fil 3, 13-14).

  • Vi auguriamo di lasciarvi rinnovare dalla celebrazione della morte e resurrezione di Gesù e per questo di accogliere la consegna che Cristo stesso vi offre: "nel mio nome va e annuncia il mio Vangelo". Molte persone, forse vostri vicini di casa, colleghi, compagni di scuola, anziani o ammalati che, come i due discepoli di Emmaus, sono nel tempo della delusione e della stanchezza, stanno aspettando questo annuncio.

Per questo preghiamo perché la Parola ci renda capaci di avere il sorriso sulle labbra ma soprattutto nel cuore, così che la nostra testimonianza sia data nella gioia pacificata e divenga ancor più credibile.

  • Vi auguriamo di ritrovare ogni giorno la gioia di fidarvi della Pasqua di Gesù e, per questo, di custodire gelosamente i tempi del silenzio, del raccoglimento e della preghiera.

Il card. Van Thuan, così scrive: "La fede è accettazione incondizionata di Gesù Cristo e la decisione di vivere e morire con Lui". E ancora: " Come discepolo di Cristo, credi sopra ogni cosa che sei stato redento, perdonato e che sei amato da Dio con amore infinito. il Signore non è il salvatore che ti dà forza di amarlo e di riverirlo, piuttosto è colui dal quale devi lasciarti amare senza riserve".

Questo augurio rivolgiamo a tutti e a ciascuno, perché, accogliendo la Pasqua, voi accogliate una vita più umana, più vera e visibile nella scoperta che siamo in cammino verso l'eternità e che l'eternità non è la vita su questa terra, ma il suo compimento.

Scrive Bonhoeffer: "Ora invece si riconosce che la potenza della morte è infranta ove il miracolo della resurrezione e della vita nuova splende in mezzo al mondo di morte, lì non si pretendono dalla vita cose eterne, lì si prende dalla vita quanto essa dà, non il tutto o il nulla, bensì il bene e il male, le cose importanti e quelle meno, la gioia e il dolore, lì non ci si aggrappa convulsamente alla vita ma neppure la si getta via spensieratamente, lì ci si contenta di una misura finita di tempo limitato e non si attribuisce un valore eterno a realtà terrene, lì si lascia alla morte il limitato diritto che ancora possiede. E si attende l'uomo nuovo e il mondo nuovo solo al di là della morte, dalla potenza che l'ha vinta. Il Cristo risorto porta la nuova umanità in sé, l'ultimo glorioso sì di Dio all'uomo nuovo".

E' questa certezza a fondare il nostro quotidiano agire, lavorare, faticare, gioire e progettare; la certezza che tutto quanto siamo e facciamo non si annienterà nel vuoto e nel nulla ma si compirà nell'eternità, in Dio, il Padre di Cristo morto e risorto.

Buona Pasqua, Buona vita nuova. Con affetto.

I vostri preti

 
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