Vita nello Spirito

12 giugno - Pentecoste

Una invocazione molto significativa così invita a pregare lo Spirito Santo: “Spirito Santo, anima della mia anima io ti adoro.”
E’, quindi, solo in un contesto di dialogo orante che si possono rileggere le pagine bibliche proposte per la solennità di Pentecoste. Infatti, come ricorda S. Paolo ai cristiani di Corinto: «nessuno può dire Gesù è il Signore se non sotto l’azione dello Spirito Santo».
Per comprendere la definizione classico del catechismo e cioè che lo Spirito Santo è la terza persona della Trinità, dono del Padre e del Figlio, allora vi propongo un percorso attraverso la storia per riconoscere la sua azione.

1. Gerusalemme: anno 33 d. c. circa.
“Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire... venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano... E ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.”
Sono alcuni passaggi del racconto della Pentecoste offerta dall’evangelista Luca negli Atti degli Apostoli dove veniamo a riconoscere come lo Spirito del Risorto dà avvio al tempo della coraggiosa proclamazione che Gesù Cristo è Dio con noi.

2. sulla via di Damasco: anno 36 d. c. circa.
“Strada facendo, mentre Saulo stava avvicinandosi alla città d’improvviso una luce dal cielo gli sfolgorò d’intorno: caduto a terra udì una voce dal cielo che diceva: «Saulo, Saulo perché mi perseguiti?» Egli rispose: «Chi sei, o Signore». E quegli: «Io sono Gesù che tu perseguiti». «Orsù, alzati in piedi ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».
E’ lo Spirito Santo a rendere un uomo fortemente critico verso il Crocifisso Risorto appassionato testimone della Pasqua.

3. Assisi: autunno 1205
Un giovane incerto circa il suo futuro entra in una Chiesa semi diroccata di Assisi e, come raccontano i testimoni: «Era già da tempo mutato nel cuore, quando un giorno Francesco passò accanto alla chiesa di S. Damiano. Condotto dallo Spirito entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla Grazia Divina, si ritrova totalmente cambiato».
Da quel giorno inizia l’avventura spirituale di Francesco tutto teso alla riforma della chiesa continuando ad amarla come la propria casa, da amare, abbellire, riformare ma non abbandonare.
E’ lo Spirito Santo a convertire il cuore di un cristiano spensierato rendendolo un innamorato del Vangelo delle Beatitudini.

4. Inghilterra: 9 ottobre 1845
Un cristiano di nome John Henry Newman, dopo un percorso laborioso e sofferto così racconta la sua conversione: «Dal momento in cui divenni cattolico non ho più da narrare la storia delle mie opinioni religiose. Non ho più avuto variazioni da registrare, più nessuna ansia del cuore... Al momento della conversione non mi rendevo conto io stesso del cambiamento... Avevo l’impressione di entrare in un porto dopo una traversata agitata; per questo la mia felicitò da allora ad oggi è rimasta inalterata».
E’ la pace e la felicitò frutto della vita nello Spirito.

5. Parigi: 13 ottobre 1964
In quel giorno muore una donna forte, credente: Madeleine Delbrêl. Atea fino a 20 anni si converte al cristianesimo e diventa testimone del Risorto vivendo tra gli operai marxisti della periferia parigina.
Scrive un giorno: «La misericordia ci dispone al dono del consiglio e il dono del consiglio aiuterà ad essere ancora più misericordiosi per ottenere il dono del consiglio ad un livello sempre più alto».
E conclude: «spesso è grazie alle sofferenze e alle lacrime che sappiamo cosa è la tenerezza di Dio».
Ancora una volta la docilità all’agire dello Spirito compie grandi cose.

Concludendo questa veloce e sommaria carrellata di testimonianze è possibile arrivare a domandarci:
In me come sta lavorando lo Spirito Santo? Sono docile al suo agire? Mi apro a Lui e ne vedo i frutti che sono la comunione, la gioia, la pace, la mitezza?

don Mauro

 
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