Non solo evento

21 agosto - X dopo Pentecoste

Domenica 14 agosto, un gruppo di giovani della nostra parrocchia, dopo aver celebrato la messa delle ore 8.30 a Masnago, è partito per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù di Madrid.

Senza alcun dubbio, anche a riguardo di questo evento, si sprecano e si sprecheranno i commenti dei mass media. Si alterneranno cori di entusiastica approvazione a critiche più o meno velate sul presunto trionfalismo di una Chiesa ormai in decadenza. Accanto a sociologi e psicologi benevolmente impressionati dalla partecipazione dell’universo giovanile non mancheranno commentatori giustamente preoccupati di evidenziare come il messaggio proposto a Madrid sarà destinato a “lasciare il tempo che trova” perchè incapace di incidere realmente nelle scelte quotidiane degli stessi protagonisti. A ben pensarci tutto questo è, come al solito, il tarlo, il limite del nostro tempo e cioè la mancanza di pazienza nell’analizzare e nell’approfondire il perché di fatti ed eventi.

Infatti l’approccio più vero alla G.M.G. può essere guidato da una domanda molto semplice: perché un numero significativo di giovani ha scelto ancora la G.M.G.? Perché i loro genitori sono disposti a sacrifici pur di permetterne la partecipazione?

I perché sono sempre tanti e le motivazioni possono essere anche diversificate. Un giovane va a Madrid perché fa’ un esperienza nuova magari incontra amici nuovi; un giovane va a Madrid perché viaggiare è sempre una bella avventura, viaggiare con gli amici poi è ancor più straordinario. Se questo viaggiare poi accade nel cuore dell’estate, tempo magico per i più giovani, è decisamente più intrigante. E il Papa, i Vescovi, sostengono e promuovono questo stile da “convention” dove tutto si riduce a slogan, festa, ballo (tipico della cultura spagnola)?

Non mi pare proprio che un appuntamento come quello vissuto da molti giovani nella settimana che si sta concludendo possa essere liquidato ancora una volta come una delle tante trovate inventate per catturare l’attenzione mondiale da parte di una Chiesa in affanno e alla ricerca di modalità con cui far parlare di sé.

Non mi pare possa accadere questo se si rilegge con attenzione uno dei passaggi cruciali di quanto il Papa dice ai giovani invitandoli a Madrid. Nel suo messaggio dal titolo già coraggioso “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” a un certo punto Benedetto XVI dice: «cari amici, costruite la vostra casa sulla roccia, come l’uomo che ha scavato molto profondo. Cercate anche voi, tutti i giorni, di seguire la Parola di Cristo. Sentitelo come il vero amico con cui condividere il cammino della vostra vita».

E a queste parole, peraltro solo accennate e stralciate da una proposta molto più ampia e impegnativa, fanno eco altre, tratte dal messaggio dei Vescovi italiani, in vista del Congresso Eucaristico nazionale del prossimo settembre dove si dice: «Riscoprire l’Eucaristia come “grembo vocazionale” è compito della comunità cristiana, della famiglia – valorizzando non solo i genitori ma anche i nonni –, di quanti si dedicano all’educazione dei giovani, dei credenti impegnati nel lavoro, nella professione e nella politica. Ritroviamo qui un invito implicito a impegnarci a dare forma e valore all’idea della “santità popolare”, che si manifesta nella vitalità del costume cristiano, nell’unità della famiglia, nella qualità educativa della scuola e degli oratori, nella ricchezza della proposta cristiana rivolta a tutti nelle parrocchie e offerta nelle associazioni e nei movimenti».

Ciò di cui si sente maggiormente il bisogno è proprio rendere visibile giorno per giorno la vita credente, che è altro rispetto al modo corrente con cui si esprime il sentire diffuso nella gestione del tempo, degli affetti e della presenza sociale.

Nel cammino verso il Congresso Eucaristico vogliamo impegnarci perché cresca e sia condivisa una rinnovata spiritualità della vita quotidiana. È questa la sfida che abbiamo di fronte: lo stile di vita nuovo dei credenti deve trasparire in tutta la sua bellezza e piena umanità. La nostra confessione di fede diviene persuasiva e promettente tutte le volte che noi, discepoli del Signore, testimoniamo con i fatti e non solo a parole la gioia, la bellezza e la passione di seguire Gesù passo dopo passo».

Proprio perché non accada che tutto venga triturato dalla superficialità di un tempo che passa senza “convertire i cuori” pare necessario proporre coraggiosamente a tornare tutti, adulti e giovani a stare alla presenza di Cristo, Pane vivo disceso dal cielo.

Concretamente, e a partire dalla settimana Eucaristica della Comunità pastorale del prossimo ottobre, pare allora ancor più necessario tornare decisamente a offrire luoghi e tempi dove si interiorizzi la Parola così che, rafforzati dall’incontro con il dono di Cristo presente nell’Eucarestia, ciascuno possa essere gioioso e credibile testimone dell’Amore Crocifisso.

Se questa pedagogia diverrà ancor più realtà, diversamente da come alcuni continuamente dicono e sostengono, questa chiesa, che siamo noi, non sarà una realtà burocratica, ma esperienza di comunione tra gli uomini e le donne di oggi, comunione che rende visibile il volto di Dio nella storia. In poche parole G.M.G. è opportunità per ritrovare la gioia di proposte forti per vivere il Vangelo.

don Mauro

 
<< Inizio < Prec. 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 Succ. > Fine >>