I nostri piccoli al centro

domenica 23 gennaio III dopo l’epifania

 Domenica scorsa molti genitori delle nostre parrocchie si sono incontrati per mettersi in ascolto e avviare un confronto sul dono dell’Eucarestia nel giorno domenicale.

Ho notato molto interesse, desiderio di entrare con maggiore consapevolezza nella vocazione educativa ma anche qualche disagio dovuto più ai ritmi di vita che alla perdita dell’orizzonte di fede.

Nel preparare la festa delle famiglie che in ogni parrocchia vivremo domenica prossima ho scoperto una bella lettera a mamma e papà scritta dal loro figlio. Dice così:

Cara mamma, caro papà, sono proprio felice di essere vostro figlio.

Con voi il mondo e la vita mi sembrano belli e gioiosi, non vi cambierei con nessuno al mondo.

Mamma sei la più bella del mondo, papà il più forte e sapiente di tutti. Mi piace tanto passare del tempo con voi, quando siete lì con me e mi date retta, mi ascoltate, mi coccolate, mi fate fare le cose dei grandi, mi preparate il cibo, mi insegnate a pregare…

Sento talvolta quanto siete presi e occupati nei vostri pensieri e allora, per farvi accorgere che ci sono, ne invento un po’ di tutti i colori, almeno poi mi date retta e siete lì con me. Tante cose che vi fanno arrabbiare però io non le faccio apposta, non me ne accorgo proprio e poi mi dispiace tanto vedervi tristi perché c’è disordine, mi sporco, urlo, corro, salto sul letto e sul divano… lo so che devo crescere e diventare come voi ma perché, per un momento, non facciamo l’inverso? Voi vivete alla mia altezza, vi mettete in ginocchio bassi, bassi come me e provate a guardare il mondo dal mio livello… vedrete quante cose cambiano, il pavimento è così vicino che la cosa più ovvia è sdraiarcisi su, gli oggetti sono più comodi per terra, le persone riconoscibili dalle gambe o dalle ginocchia e poi qualcuno può sempre calpestarti se si muove di fretta e tu sei lì tra i piedi. Non è che mi lamento, è bello anche vedere le cose da sotto in su, ma l’orizzonte è forse un po’ più ristretto del vostro, e i pericoli un po’ più vicini e le paure più facili.

Tante cose cambiano nel mio mondo, forse se provate mi potrete capire, e la distanza fra noi, che c’è anche se voi non vi accorgete, potrebbe essere ridotta un po’.

Chissà che allora non riusciate a capire anche la paura che mi assale, per voi incomprensibile, di perdervi, di non vedervi più comparire dietro quella porta che si chiude alle vostre spalle a scuola, o quando papà va al lavoro e a me sembra che non torni mai, oppure l’ondata di tristezza che mi viene addosso quando sento nell’aria che qualcosa vi va storto.

Lo so che fate del vostro meglio e che la vita anche per voi è complicata ma io voglio vedervi sereni e aiutarvi e per questo chiederò a Gesù di proteggere un po’ anche voi. Un bacione

Il testo apre tante riflessioni ma una fra tutte prevale ed è esprimibile con una domanda che potrebbe sembrare inopportuna se non ingenua nel contesto così complesso imposto per lo più da ritmi di vita troppo frenetici. La domanda è: i ritmi quotidiani e settimanali della nostra famiglia sono attenti alle esigenze dei bambini?

In concreto è possibile confrontarsi in famiglia chiedendosi se il tempo dedicato al lavoro è davvero così coinvolgente da non lasciare più spazio ad una serena relazione con i figli. Inoltre è utile anche rileggere le modalità con cui si trascorre il tempo della festa e quali sono le scelte attraverso le quali si vive l’ascolto dei figli e si concretizza la comunicazione del valore dell’accoglienza reciproca e dell’Amore di Cristo.

E’ una specie di esame di coscienza generato ancora una volta dalla Parola del Vangelo. Infatti nel momento in cui i discepoli cercano di allontanare i bambini da Gesù, egli li rimprovera e ancor di più dice: “lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il Regno di Dio”.

La vera conversione, allora, non è quella di rimettere al centro della vita familiare il Signore Gesù ritrovando così una buona disponibilità all’accoglienza reciproca? Questo non è ancora una volta un invito a riappropriarsi della vita di famiglia che è la comunità cristiana?

don Mauro

 
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