Consiglio pastorale? Sì grazie.

11 settembre - II dopo il martirio di S.Giovanni Battista

Si avvicina la data per il rinnovo del Consiglio pastorale della nostra comunità. Al di là delle modalità inerenti l’elezione dei consiglieri e la rappresentanza delle singole parrocchie mi pare importante ritrovare le motivazioni che sostengono l’attenzione da parte di tutti a tale appuntamento.

Infatti, come peraltro capita ogni volta, è abbastanza difficoltoso trovare uomini e donne, giovani e adulti pronti a dare la propria disponibilità per tale servizio.

Perchè mai avanza una sottile ritrosia nei confronti di quasi tutti gli organi di partecipazione e, ancor più ampiamente, alla vita dei gruppi dove non solo è chiesto una scelta di aggregazione ma soprattutto di responsabilità?

Senza presumere risposte banali o scontate e tanto meno inutilmente lamentose forse occorre riscoprire o meglio ancora prendere definitivamente consapevolezza che la Chiesa non è una realtà astratta e avulsa dalla concretezza del quotidiano degli uomini e delle donne che la formano. Anzi la bellezza della Chiesa è quella di essere il luogo dove crescendo i rapporti tra coloro che la vivono cresce l’appartenenza al suo Signore e Maestro con il gioioso desiderio di annunciarla in ogni luogo e ambito di vita.

Al riguardo è feconda una descrizione del nostro nuovo Arcivescovo, il Cardinale Angelo Scola che, prendendo le mosse da una frase di Guardini dove dice che «la Chiesa deve rinascere dalle anime», afferma:

«La comunità cristiana deve tornare ad essere anzitutto un luogo praticabile dall’uomo di oggi. Una trama di rapporti in cui egli possa fare un’esperienza umana profondamente interessante e, quindi, convincente la sua libertà».

Nella misura in cui insieme, laici e preti, giovani e adulti, bambini e anziani ritroveranno questa consapevolezza sarà inevitabile prendersi cura di questa vita di famiglia ma al tempo stesso condividere anche intuizioni, modalità, percorsi per offrire l’annuncio del Vangelo nel territorio dove viviamo e nei luoghi di lavoro, studio, divertimento, incontro.

Il Consiglio pastorale è quel luogo e quella modalità dove esercitare insieme la cura per l’annuncio del Vangelo e per la vitalità della famiglia dei discepoli di Gesù. E’ il luogo dove si esprime la maturità responsabile di un discepolo che decide di compromettersi per Colui nel quale crede e per il quale vive.

Per usare ancora il pensiero del Cardinale Scola, la disponibilità di un laico a servire la propria comunità attraverso il Consiglio pastorale esprime l’integralità dell’adesione. Ciò significa che:

«niente di quel che siamo - corpo e anima, intelligenza e affettività, temperamento e storia - e di quel che abbiamo - doti e limiti, desideri e progetti, rapporti e circostanze-, può restare fuori dal rapporto con Cristo e, quindi, dall’esperienza di vita comunitaria».

La sfida che le nostre parrocchie sono chiamate a raccogliere è, dunque, quella di volare alto non per diventare sognatori o idealisti ma per vedere meglio le esigenze di un mondo che ha bisogno di Vangelo.

Con i fratelli presbiteri ci auguriamo allora di vedere crescere la disponibilità per la formazione del nuovo Consiglio della Comunità pastorale e laici sempre più dialoganti con Cristo e, quindi tra loro e con il mondo.

don Mauro

 
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