domenica 30 gennaio S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

In occasione della celebrazione di inizio della Comunità pastorale Maria Madre Immacolata, abbiamo scritto alle Romite del Sacro Monte una lettera nella quale ci affidiamo alle loro preghiere di intercessione; spieghiamo le motivazioni che ci hanno portato a scegliere questo titolo come capace di ispirare e guidare il percorso di Chiesa in comunione. Penso sia molto significativo far conoscere a tutti il contenuto della lettera:

Rev.ma Madre e comunità tutta,

avrà sicuramente sentito, soprattutto da don Adriano e don Ernesto che con il prossimo 1 gennaio le parrocchie di Avigno, Bobbiate, Calcinate del Pesce, Lissago, Masnago e Velate, per volere dell'Arcivescovo, diverranno Comunità Pastorale.

A nome dei preti e delle comunità le scrivo per chiederle di accompagnarci con la preghiera di intercessione. Infatti, il percorso avviato lo scorso ottobre non è che al suo inizio e, accanto a segni di comunione, non mancano le inevitabili fatiche. Siamo certi che la vostra preghiera è intensa per tutte le comunità della Diocesi ma le nostre parrocchie si sentono particolarmente legate alla vostra presenza materna e spirituale.

Avrà sicuramente sentito che la scelta compiuta dai Consigli Pastorali e dalla gente delle nostre parrocchie è di affidare la nuova comunità a Maria Madre Immacolata. Riteniamo utile far conoscere anche a voi tutte le motivazioni che hanno portato a tale scelta:

  1. la spiritualità dell'accoglienza del Verbo di Dio che si è fatto uomo permette di ricordare all'uomo di oggi come il Padre abbia a cuore l'umanità dei figli, grazie anche al dono di Maria che, come donna in ascolto, accoglie il Verbo che si fa carne

  2. l'accostamento dell'appellativo di Maria alla definizione di Immacolata ci permette di riconoscere un riferimento spirituale che chiede alla nostra comunità pastorale di esprimere il volto di Chiesa consapevole che “tutto è grazia” ma, proprio per questo, Madre attenta e capace di accogliere e comprendere con misericordia ogni uomo. Ne viene una decisa indicazione ad entrare in dialogo con ogni uomo, sia esso credente, non credente o in ricerca

  3. l'affidamento all'Immacolata è senza dubbio dettato da ragioni storiche dal momento che in quasi tutte le parrocchie vi sono Chiese o luoghi dove Maria è invocata come Immacolata

  4. il territorio della comunità comprende Velate che nella storia ha espresso un forte legame con S. Maria del Monte e, quindi, con la spiritualità contemplativa delle Romite.

 

Nell’evidenziare i motivi che hanno sostenuto la scelta anche con la presente lettera vorremmo chiederle di accompagnarci dando vita a un “gemellaggio” spirituale che sarà sicuramente ricco di frutti nell’impegno nella comunione. Sarebbe altrettanto significativo poter portare a tutti la vostra presenza nella Messa di inizio della Comunità Pastorale che sarà celebrata alla presenza del Vicario di zona il prossimo 6 febbraio. Un vostro scritto, segno della comunione spirituale, sarà certamente gradito dai presenti.

Esprimo a nome di tutti i presbiteri e delle comunità, oltre che mio personale, l’augurio di un nuovo anno ricco di benedizioni e ancor più ricco dell’affidamento a Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo nel dono dello Spirito Santo.

 Fraternamente

don Mauro

 

I nostri piccoli al centro

domenica 23 gennaio III dopo l’epifania

 Domenica scorsa molti genitori delle nostre parrocchie si sono incontrati per mettersi in ascolto e avviare un confronto sul dono dell’Eucarestia nel giorno domenicale.

Ho notato molto interesse, desiderio di entrare con maggiore consapevolezza nella vocazione educativa ma anche qualche disagio dovuto più ai ritmi di vita che alla perdita dell’orizzonte di fede.

Nel preparare la festa delle famiglie che in ogni parrocchia vivremo domenica prossima ho scoperto una bella lettera a mamma e papà scritta dal loro figlio. Dice così:

Cara mamma, caro papà, sono proprio felice di essere vostro figlio.

Con voi il mondo e la vita mi sembrano belli e gioiosi, non vi cambierei con nessuno al mondo.

Mamma sei la più bella del mondo, papà il più forte e sapiente di tutti. Mi piace tanto passare del tempo con voi, quando siete lì con me e mi date retta, mi ascoltate, mi coccolate, mi fate fare le cose dei grandi, mi preparate il cibo, mi insegnate a pregare…

Sento talvolta quanto siete presi e occupati nei vostri pensieri e allora, per farvi accorgere che ci sono, ne invento un po’ di tutti i colori, almeno poi mi date retta e siete lì con me. Tante cose che vi fanno arrabbiare però io non le faccio apposta, non me ne accorgo proprio e poi mi dispiace tanto vedervi tristi perché c’è disordine, mi sporco, urlo, corro, salto sul letto e sul divano… lo so che devo crescere e diventare come voi ma perché, per un momento, non facciamo l’inverso? Voi vivete alla mia altezza, vi mettete in ginocchio bassi, bassi come me e provate a guardare il mondo dal mio livello… vedrete quante cose cambiano, il pavimento è così vicino che la cosa più ovvia è sdraiarcisi su, gli oggetti sono più comodi per terra, le persone riconoscibili dalle gambe o dalle ginocchia e poi qualcuno può sempre calpestarti se si muove di fretta e tu sei lì tra i piedi. Non è che mi lamento, è bello anche vedere le cose da sotto in su, ma l’orizzonte è forse un po’ più ristretto del vostro, e i pericoli un po’ più vicini e le paure più facili.

Tante cose cambiano nel mio mondo, forse se provate mi potrete capire, e la distanza fra noi, che c’è anche se voi non vi accorgete, potrebbe essere ridotta un po’.

Chissà che allora non riusciate a capire anche la paura che mi assale, per voi incomprensibile, di perdervi, di non vedervi più comparire dietro quella porta che si chiude alle vostre spalle a scuola, o quando papà va al lavoro e a me sembra che non torni mai, oppure l’ondata di tristezza che mi viene addosso quando sento nell’aria che qualcosa vi va storto.

Lo so che fate del vostro meglio e che la vita anche per voi è complicata ma io voglio vedervi sereni e aiutarvi e per questo chiederò a Gesù di proteggere un po’ anche voi. Un bacione

Il testo apre tante riflessioni ma una fra tutte prevale ed è esprimibile con una domanda che potrebbe sembrare inopportuna se non ingenua nel contesto così complesso imposto per lo più da ritmi di vita troppo frenetici. La domanda è: i ritmi quotidiani e settimanali della nostra famiglia sono attenti alle esigenze dei bambini?

In concreto è possibile confrontarsi in famiglia chiedendosi se il tempo dedicato al lavoro è davvero così coinvolgente da non lasciare più spazio ad una serena relazione con i figli. Inoltre è utile anche rileggere le modalità con cui si trascorre il tempo della festa e quali sono le scelte attraverso le quali si vive l’ascolto dei figli e si concretizza la comunicazione del valore dell’accoglienza reciproca e dell’Amore di Cristo.

E’ una specie di esame di coscienza generato ancora una volta dalla Parola del Vangelo. Infatti nel momento in cui i discepoli cercano di allontanare i bambini da Gesù, egli li rimprovera e ancor di più dice: “lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il Regno di Dio”.

La vera conversione, allora, non è quella di rimettere al centro della vita familiare il Signore Gesù ritrovando così una buona disponibilità all’accoglienza reciproca? Questo non è ancora una volta un invito a riappropriarsi della vita di famiglia che è la comunità cristiana?

don Mauro

 
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