Domenica 16 luglio 2017 - VI dopo Pentecoste - Festa della Madonnina di Bobbiate

MASTRO CILIEGIA, GEPPETTO, PINOCCHIO

don_feliceL'ispirazione mi è venuta dalle Avventure di Pinocchio; Mastro Ciliegia vuole fare di un vecchio ciocco di legno una gamba da tavolino, ma si spaventa perché il legno parla. Lo regala a Geppetto che, invece, ne vuole fare come un figlio.

Mi sembra che il Seminario sia come Mastro Ciliegia e le parrocchie dove uno viene mandato come prete siano un po' Geppetto: che vuoi dire? Significa che il prete viene formato dalle sue comunità, senza, per questo disconoscere il lavoro di formazione fatto dal Seminario.

Allora, invece che parlarvi dei miei 50 anni di sacerdozio, mi pare più opportuno dire ciò che questa comunità pastorale ha edificato in me dal tempo che sono rimasto tra di voi. Che cosa mi avete insegnato?

Innanzitutto la pazienza e la progressività. Fare il prete esige la capacità della mediazione, della pazienza, dell’attitudine a fare passi possibili con la gente che s’incontra, tenendo conto della storia e delle esperienze spirituali del popolo cui si è mandati. Venire tra di voi con la qualifica di Vicario parrocchiale e non di parroco, ha significato rivestirmi di una nuova modalità pastorale: fare il prete in un modo nuovo. Vuol dire mettere da parte la volontà di ripetere in un luogo ciò che si è fatto e sperimentato in un altro, come rispetto alle nuove situazioni e alla gente. Significa anche stare in attesa vigile e critica per un certo tempo, anche a rischio di sembrare incapace di prendere posizioni, per capire meglio ciò che può essere più opportuno fare in una nuova realtà: un fare senza conoscenza rischia di distruggere.

Ho imparato, di conseguenza, a tagliare i ponti con le Parrocchie in cui ero stato, non per disconoscerne l'importanza per la mia vita, ma per potermi dedicare in pienezza alle nuove situazioni e ai nuovi parrocchiani. Restare indietro con il pensiero e con il cuore può portare alla sterilità pastorale, è la pretesa di essere per sempre maestri e padri di una comunità, quando solo Gesù è il maestro e il padre della fede.

Ho avuto esperienza che la gente più semplice è quella che ha un senso spiccato della Chiesa: Gesù lo diceva. "Ti ringrazio, o Padre, perché hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e la hai rivelate ai piccoli". Nella Chiesa di Dio non sono i cavalli di razza che portano avanti il Regno ma gli asinelli umili e mansueti che sgobbano quotidianamente senza lamentarsi. Tanti tra di voi, nonostante gli anni che pesano sulle spalle e gli acciacchi che indeboliscono, ancora danno un valido contributo alla vita della comunità. E questo è un esempio da trasmettere alle generazioni più giovani e un segno di speranza per la Chiesa.

Devo riconoscenza e gratitudine agli altri sacerdoti che animano questa comunità pastorale; l'amicizia sacerdotale è una forza potente che alleggerisce il lavoro, sostiene nella fatica e nei momenti di delusione. Vorrei che, come me, voi tutti sentiste come propri i sacerdoti che risiedono nelle altre parrocchie della comunità, senza contrapposizioni o sterili confronti, riconoscendo la ricchezza che vi è donata da tante diverse personalità.

Devo riconoscenza a tutti coloro che mi dimostrano stima e mi aiutano nel mio incarico sacerdotale. In questo si verifica la promessa di Gesù: "Avrete cento case, fratelli e sorelle e figli e campi ... ".

Ripeto: se sono diventato un po' Pinocchio, lo devo anche a voi. Attualmente mi sento solo un burattino, e aspetto soltanto che il Signore Gesù mi trasformi in un vero figlio di Dio.

don Felice
omelia in occasione
del 50° di ordinazione presbiterale


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A don Felice


Reverendo don Felice,
con gioia grande, i religiosi, le religiose ed i parrocchiani della Comunità pastorale Maria Madre Immacolata da Calcinate del Pesce, a Lissago, Bobbiate, Masnago, Avigno e Velate, si stringono a Lei, nella solenne celebrazione del suo 50° anno di sacerdozio.
E' un anniversario di grazia, ricco di amore da parte del Signore che l'ha voluta suo Ministro, dispensatore di quelle grazie e dello stesso amore con cui l’ha abbracciato e avvolto come in un manto.
Permetta alcune considerazioni che non vogliono essere dei complimenti, ma delle note relative alla sua persona.
Sicuramente, spesso, avrà ricordato le tappe del cammino intrapreso: dal primo anelito alla vita sacerdotale, ai passi umanamente tentennati, ma comunque sicuri e decisi perché sempre sorretti da una Presenza fedele, esigente e amorevole.
Si è incamminato per una via dalle varie esperienze: da quelle serene, di pace e di gioia a quelle più sofferte, a volte complicate, da mettere alla prova la sua fragilità umana. Ma tutto era sotto lo sguardo di un Padre che tutto dona, ai propri figli, senza limiti e misura.
Siamo certi che, nel suo animo, si sono affacciate le tante persone incontrate, i rapporti instaurati, le situazioni più diverse; hanno comunque vinto la sua umiltà, il suo silenzio e il suo profondo grazie al Signore.
La strada l'ha condotta anche a questa comunità pastorale con doti che la caratterizzano e che tutti conosciamo: l'atteggiamento semplice, delicato, l'attenzione, l'amore e la grande, pronta disponibilità nei confronti di chiunque, con una nota di pacata riservatezza; doti che risaltano nelle catechesi scritte (esempio: L'elogio del dubbio) e nelle omelie che sottolineano sia la parte religiosa che quella geografica e storica. Un bel panorama chiaro ed efficace che rivela la persona che ha vissuto quanto descrive.
Si potrebbero fare tante altre considerazioni, ma lasciamo questo al buon Dio e a ciascuno.
Caro don Felice, il punto centrale è la chiamata, il “SI’” e il "GRAZIE" che vogliamo condividere con Lei. La Santissima Trinità la benedica, benedica il mondo intero. Maria Madre nostra ci accolga, tutti e ognuno in particolare, sotto il suo manto. La sostenga e Le dia forza per andare avanti e distribuire, a piene mani, l'amore che ha ricevuto gratuitamente.
GRAZIE don Felice: per il suo " SI’”, per tutto ciò che ha donato e che donerà, per la sua presenza nella nostra Comunità Pastorale.


Angelo Talamona

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Milano, 7 luglio 2017
                             Mons. Mario Delpini nuovo Arcivescovo di Milano

mons_mario_delpini

Quest’oggi il Santo Padre, Papa Francesco, ha accettato la rinuncia all’ufficio di
Arcivescovo di Milano presentata da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola e ha
nominato nuovo Arcivescovo Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Mario Enrico Delpini, sinora
Vicario generale della Diocesi Ambrosiana.
Nel contempo il Santo Padre ha provveduto a nominare Sua Eminenza Rev.ma il Card.
Angelo Scola Amministratore Apostolico attribuendogli i diritti, le facoltà, i compiti che
spettano ai Vescovi diocesani. Egli pertanto continuerà nel governo pastorale
dell’Arcidiocesi di Milano, fatti salvi i limiti propri della sede vacante (cf Apostolorum
successores, n. 244; in particolare cessa la funzione dei Consigli presbiterale e pastorale
mentre proseguono nel loro mandato il Collegio dei Consultori e il Consiglio per gli affari
economici della Diocesi), fino alla presa di possesso della sede da parte del nuovo
Arcivescovo. In base alla normativa propria (Cum de nomine episcopi, 9 ottobre 1972), nel
periodo di sede vacante resta immutato il nome del Vescovo da citare nella preghiera
eucaristica, con la modalità consueta: «il nostro Vescovo Angelo».
In data odierna Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola, in forza della succitata
nomina ad Amministratore Apostolico e delle facoltà conferitegli, tenuto conto del fatto
che i Vescovi ausiliari conservano anche durante la sede vacante le potestà e le facoltà di
cui godevano come Ordinari diocesani (can. 409 § 2) mentre gli altri Vicari episcopali
decadono dai loro uffici (can. 417), ha confermato in forma delegata le potestà e le facoltà
di cui godevano in precedenza i Vicari episcopali non Vescovi ausiliari, anche per delega o
a seguito di mandato speciale (decreto arcivescovile in data 7 luglio 2017). Al Moderator
Curiae viene inoltre assegnato il compito di Delegato ad omnia, con competenza di firma
sugli atti sinora affidati al Vicario generale.
Secondo la tradizione della Chiesa, nelle Sante Messe celebrate nell’intero territorio
dell’Arcidiocesi di Milano domenica 9 luglio (a partire dalle Sante Messe Vigiliari) la
comunità cristiana è invitata a pregare per l’Arcivescovo uscente e per l’Arcivescovo eletto.
In particolare, si suggerisce di inserire tra le preghiera dei fedeli i seguenti testi:
- Per l’Arcivescovo eletto, Mons. Mario Delpini. La grazia del tuo Spirito lo sostenga, lo
illumini e lo incoraggi nel nuovo ministero che gli viene affidato a servizio della Chiesa
ambrosiana; per questo ti preghiamo.
- Per il Card. Angelo Scola, che ha servito la Chiesa come Arcivescovo di Milano.
Sperimenti la gratitudine del popolo ambrosiano per il generoso servizio di questi anni e
la sua fervida preghiera accompagni il futuro cammino della nostra Diocesi; per questo ti
preghiamo.

Il Cancelliere arcivescovile
Mons. dr. Mario Mosconi

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