DOMENICA 6 DICEMBRE 2015  -  IV DI AVVENTO  -  IL MARE

Incontro di Misericordia


Martedì, festa dell’Immacolata Concezione iniziamo con tutta la Chiesa l’Anno Santo straordinario della Misericordia. Papa Francesco, nel momento in cui ha indetto questo anno, invitava a «volgere il pensiero alla Madre della Misericordia, Maria di Nazareth».

Scrive nella lettera “Misericodiae vultus”:

«La dolcezza dello sguardo di Maria ci accompagni in questo Anno Santo perchè tutti possiamo scoprire la gioia della tenerezza di Dio. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne (Gesù). La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel santuario della misericordia divina perchè ha partecipato intimamente al mistero del suo Amore».

Vivere la festa patronale della comunità pastorale all’inizio dell’Anno Santo e accogliere, ciascuno personalmente e, quindi, tutti insieme come comunità, la tenerezza di Dio che ci dona Maria e crescere in uno stile di misericordia gli uni verso gli altri.

Per intensificare questo cammino propongo il brano tratto da una omelia del beato Paolo VI, che meglio possiamo conoscerlo anche attraverso la mostra allestita presso la chiesetta dell’Immacolata dove presenta la testimonianza della Madonna come capace di suscitare cammini concreti di purezza e riconciliazione.

don Mauro

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                                   Lasciarsi educare

Cari genitori,

l'anno pastorale ormai è avviato. I percorsi formativi e i servizi didattici e aggregativi proposti dai nostri oratori ai preadolescenti (ragazzi delle scuole medie) sono partiti. Non si è invece attivata l'iniziativa di “Casa Oratorio”. L'unica iniziativa che è meno “servizio” degli altri (religioso, didattico o aggregativo) e più condivisione dei vissuti e radicamento nelle relazioni. Con Damiano (educatore che segue la proposta di Casa Oratorio) e gli altri collaboratori della pastorale giovanile ci siamo fermati a riflettere su questo fatto e abbiamo deciso di interpellarvi ancora una volta per condividere le nostre urgenze e la rilevanza della comunità dell'Oratorio anche per il vissuto dei vostri figli e delle vostre famiglie.

Che cosa unifica ed è punto solido di riferimento per un preadolescente? La domanda non ce la si può porre solo quando si è prossimi o dentro le dinamiche della preadolescenza. È bene averla in mente da sempre anche quando non è ancora una loro esigenza esplicita: Che cosa aiuta a fare sintesi ed è punto solido di riferimento per mia/o figlia/o?

Mentre cresce, un bambino ha bisogno di allargare i contesti di vita in cui relazionarsi: con la madre nel grembo materno, con gli altri membri della famiglia nei primi mesi di vita, con la famiglia allargata dei parenti nell'infanzia e poi via via finchè attraverso le diverse fasce scolastiche arriva alla richiesta di prime forme di autonomia anche fisica (uscire da solo) proprio nelle scuole medie. È quanto mai indispensabile alla famiglia accompagnare la costruzione di una rete di adulti affidabili e credibili intorno ai propri figli; è proprio in questi contesti allargati ed extrafamigliari che i preadolescenti sperimentano le loro prime forme di autonomia fisica, con il beneplacito dei propri genitori e con il consenso dei ragazzi stessi (anche semplicemente affettivo).

La comunità cristiana è una risorsa per tutti i suoi membri anche in questa necessità educativa. Lo è con tutti suoi servizi (sport, doposcuola, formazione religiosa) e, in ogni servizio, solo a partire dall'attenzione alle relazioni stabili e il più possibile ordinarie.

Casa Oratorio vuole essere puramente un luogo che privilegia le relazioni, anche a scapito di qualche rendimento scolastico o tecnico sportivo/musicale/ect. Un appuntamento settimanale (come è Casa Oratorio) può avere anche semplicemente il valore di un simbolo; pur non essendo semplicemente un simbolo, in quanto tale ci ricorda che ogni servizio e accompagnamento, che la comunità cristiana propone, non “vale” se non è casa, desiderio e impegno stabile nell'appassionarsi della vita dei più piccoli come Dio è appassionato della vita di ogni “grande” a cui li affida.

Per questo vi aspettiamo

venerdì 11 dicembre, ore 21 in oratorio a Masnago

dove con l'aiuto mio e di Damiano, non ci limiteremo a promuovere ancora l'iniziativa, ma condivideremo con voi il confronto sulle modalità concrete con cui promuovere, per i vostri figli e per i prossimi preadolescenti, una proposta che offra loro possibilità di lasciarsi educare “a” e “da” relazioni secondo lo stile di Gesù e del Vangelo.

Grazie e a presto!

don Nicola, Damiano, suore ed educatori

 

            Maria immagine ideale

Troppo lungo sarebbe adesso fermare i nostri occhi in questa visione e dirci il perché di questa emanazione d'innocenza e di questo piacere che aveva Maria di contemplare in Lui risorto, ricompaginato, rifatto, il volto della natura umana. Guardate: due sono le cose. Le deviazioni principali, fondamentali direi, della nostra disgrazia, sono queste: una deviazione che riguarda lo spirito e ci porta all'orgoglio, una deviazione che riguarda la carne e ci porta al piacere, alla corruzione. Queste due corruzioni non troverete in Maria. Anche con i dati semplici che il Vangelo ci porta, troviamo in Lei una grandissima umiltà. Nessuna umiltà è stata così cosciente, così professata, così vera, così sublime come quella di Maria. Il suo spirito è umile, ma, mentre in noi l'umiltà può avvilirci, a Maria l'umiltà è fonte di grandezza e di esaltazione. Il suo spirito è umile e magnanimo: leggete il Magnificat e troverete che proprio mentre la Madonna fa professione del suo spirito di umiltà, perché umiltà è verità, è la cognizione delle proporzioni in cui noi siamo, la grandezza di Dio e la nostra dipendenza, la nostra piccolezza rispetto a Lui, nello stesso tempo questa umiltà mette in evidenza le grandi cose che il Signore ha fatto: «Fecit mihi magna qui potens est». E lo stesso dite di questa innocenza che riguarda la sua persona umana: Maria è Madre, Maria è Vergine.

La bellezza e la purità sono due cose che in questo mondo vanno così poco d'accordo; quante volte proclamiamo la bellezza là dove c'è il vizio. Invece in Maria troviamo trionfante questa innocenza che ricompagina la volontà e la bellezza, l'innocenza e la purità. E allora? E allora godiamo a contemplare Maria, a conoscerla, a vederla, e lasciamo che i raggi di questa visione piovano in noi e allora avremo il beneficio che vi dicevo, e cioè sentiremo, di riverbero quasi, pensieri buoni nascere in noi.

Se davvero dobbiamo concludere che siamo tutti dei peccatori, che siamo tutti dei macchiati, che siamo tutti un po' ipocriti, che siamo tutti dei sepolcri imbiancati, dovremmo diventare dei disperati e dovremmo dire allora «non è possibile»? Invece? Invece, guardando a Maria ci rinasce questa beatissima speranza: la purità è possibile, l'innocenza è possibile, la virtù è possibile, quello che è ideale e distante è possibile. E non dite: «è possibile in Lei e non in noi», perché appunto da Lei fluisce in noi la grazia. «Gratia plena»; trabocca da Lei la grazia e viene sopra di noi o per soccorso, per esempio, ma qui anche per il beneficio soltanto della contemplazione che noi facciamo di Maria. Quello che di più avevamo bisogno, cioè di credere ancora alla purità, di difenderla ancora, di amarla ancora, di riprodurla ancora, viene ad esserci predicato, inculcato dalla sola visione dolcissima che oggi la Chiesa ci presenta e dice: «Guardate, guardate alla Madonna» e pensate a Lourdes, di cui quest'anno celebriamo il centenario: «Io sono l'Immacolata Concezione», Voleva che sopra questo mondo così corrotto si proiettasse ancora la luce benefica del suo tipo ideale, della sua inimitabile bellezza, del suo modello ispiratore per tutta l'umanità.

Guardiamo all'Immacolata Concezione e rigeneriamo i nostri pensieri, diventiamo ancora capaci di pensare bene, diventiamo capaci almeno di voler pensare bene, d'escludere tutto quello che si può escludere, tutto ciò che suscita in noi immagini torbide e cattive o inquinate dal peccato.

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