Domenica 2 agosto 2015  -  X dopo Pentecoste

Ecologia: parola o realtà?

laudatosiiIntroducendo settimana scorsa alla lettura dell’enciclica “Laudato sii, sulla cura della casa comune”, di papa Francesco accennavo a un termine fondamentale ma non così immediato. Il Papa propone una ecologia integrale. Qual è il significato di questa specifica modalità di affrontare la questione ecologica?

Nelle note che seguono e ripercorrendo il testo pontificio è possibile individuare il senso dell’ecologia integrale proposto da Francesco.

  1. L’insegnamento del Pontefice non è indirizzato solo ai cristiani ma al n. 13 si dice esplicitamente che è rivolto «a tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poichè sappiano che le cose possono cambiare». Dunque la questione è affrontata non in forma parziale ma nella globalità delle sue implicanze arrivando a proporre a tutti una conversione ecologica disinteressata.

 

  1. Perchè dovrebbe avvenire questa conversione ecologica integrale? Il primo capitolo (nn 17-62) evidenzia quanto è in gioco attorno alla questione e descrive in un quadro d’insieme le problematiche più dibattute (inquinamento e mutazioni climatiche, approvvigionamento dell’acqua, deterioramento della qualità della vita, disagio sociale e povertà, ecc.).Il modo con cui Francesco descrive tutto questo è animato dall’attenzione a far emergere la relazione e l’interdipendenza tra le varie problematiche sul tappeto. Con precisione l’Arcivescovo Scola nell’introduzione al testo scrive:

«passando in rassegna tutti questi argomenti, il Papa ne propone un approccio integrale, in grado di vedere sia il legame oggettivo tra degrado ambientale, situazione dei poveri, cultura dello scarto e predominio della tecnica, sia la responsabilità nei confronti delle prossime generazioni».

Affrontare tutto questo con uno sguardo integrale significa non separare la natura dell’uomo e delle relazioni che quotidianamente avvengono tra individui e tra individui e la casa da loro abitata.

Il Papa dice al n. 49:

«un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, chiamato ad integrare la giustizia con la salvaguardia dell’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra e tanto il grido dei poveri.

  1. Come favorire questa conversione ecologica, questo cambia di rotta?

Nei numeri 62-100 Francesco ripropone il Vangelo della creazione, la buona notizia di Dio per l’uomo sulla creazione. E’ un capitolo tutto da leggere e da meditare perchè capace di motivare il significato di una ecologia integrale.

Il cuore del capitolo è nell’affermazione scritta al n. 67 dove si dice:

«la fede ci fa riconoscere che noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data».

E’ proprio nella fede in Dio Creatore che ognuno può ritrovare il valore dell’uomo e il valore di ogni essere creato e la relazione che nel disegno di Dio si viene a stabilire.

Approfondisce così il card. Scola:

«la fede, che da Dio Creatore ci conduce fino alla “ricapitolazione” finale di tutti in Gesù Cristo Risorto, apre il nostro sguardo a riconoscere la comunione universale con tutti gli esseri umani e con tutto il creato. Essa trova la sua espressione paradigmatica nella destinazione universale dei beni».

  1. Nella parte comprendente i numeri 100-136 Francesco pone un interrogativo inevitabile, qual è la radice umana della crisi ecologica? La risposta non è in formula di condanna del progresso ma più costruttivamente:


«il problema fondamentale è ancora più profondo: il modo in cui l’umanità di fatto ha assunto la tecnologia».

Nel senso che l’assolutizzazione della tecnologia a prescindere dall’uomo e dal suo contributo all’opera della creazione non è certamente benefica all’armonia cosmica.

  1. Cosa propone il Pontefice per affrontare la crisi ecologica? Siamo alla parte conclusiva del testo che vanta su tre proposte:

  • riscoprire l’ecologia integrale e cioè ritrovare la collocazione dell’uomo in relazione agli altri uomini, al creato e al Creatore guardando a quelle forme di squilibrio sociale che maggiormente evidenziano la mancata armonia.

  • favorire e dare concretezza a un dialogo integrale e cioè negli ambiti internazionale, nazionale e locale provocando un mercato che non è più mezzo ma fine e tornare a riflettere su cosa è il progresso. Al riguardo ognuno di noi, singolarmente e in gruppo, può andare in tale direzione.

  • dare consistenza all’impegno educativo perchè si arrivi a «favorire nuove abitudini e solide virtù, improntate sulla gratuità e la gratitudine, l’amorevole consapevolezza di non essere separati dalle altre creature, la creatività responsabile, la sobrietà e l’umiltà» (introduzione del card. Scola).


Qualcuno si chiede dov’è l’insegnamento cristiano di tutto questo! E proprio la modalità con cui viene proposto di affrontare la questione ecologica a mettere in luce nella «propria esistenza quel dinamismo trinitario che Dio ha impresso nella persona umana fin dalla sua creazione. Tutto è collegato e questo ci invita a maturare una spiritualità della solidarietà globale che sgorga del mistero della Trinità» (n.240)

don Mauro