2 settembre - I dopo il martirio di S.Giovanni il precursore

Carissimi,

ormai sta riprendendo il ritmo di vita ordinaria e anche le nostre comunità ritrovano la bellezza di volti che si tornano ad incontrare, di racconti da condividere, di mete da individuare e di proposte da realizzare. Stiamo per iniziare il terzo anno dall’istituzione della comunità pastorale e, nella consapevolezza che non sono superate alcune difficoltà, è sempre più evidente la ricchezza che scaturisce dal percorrere insieme, come “famiglie di famiglie”, la strada della sequela di Gesù come testimoni del suo Vangelo dentro i luoghi e gli ambiti di vita che ci vedono protagonisti.

Non è da trascurare inoltre il fatto che proprio in questi giorni entrano in servizio a tempo pieno nella comunità pastorale don Felice, che risiederà nella casa parrocchiale di Calcinate del Pesce e due “Sorelle della parrocchia”, suor Angela e suor Maura, che abiteranno presso l’appartamento della scuola materna a Bobbiate.

Queste nuove presenze, accanto alle altre, dovrebbero essere aiuto ad uscire dalla fase in cui alcuni hanno avuto la sensazione di essere abbandonati. Pur comprendendo molte sofferenze, dovute anche ad avvicendamenti di preti che hanno vissuto una presenza di forte carica umana, ritengo di poter affermare con serenità che la stessa passione e vicinanza ai cammini di ciascuno sta a cuore a noi preti e alle suore con cui condividiamo il servizio alle parrocchie della comunità pastorale.

Nella certezza di poter crescere insieme nella comunione mi chiedevo quale priorità dare all’anno pastorale 2012-2013. In altre parole: quali obbiettivi privilegiare per collaborare con docilità all’azione della grazia di Dio che passa attraverso la scelta della Chiesa?

Le nostre parrocchie e la comunità pastorale nel suo insieme non mancano certo di proposte e di iniziative. Sono opportunità rivolte alla comunità nel suo insieme o attraverso attenzioni a varie fasce di età o situazioni di vita. E tutto questo sarà presentato la sera del 18 settembre nell’assemblea di inizio d’anno pastorale dove verrà consegnato anche il calendario 2012-2013. Ma, ancor prima di iniziative, calendario e impegni, dove sta la sorgente del nostro fare?

Il Papa, chiedendo di vivere l’anno che sta per iniziare mettendo particolare attenzione alla questione della fede, ci ricorda dove sta “l’origine del nostre fare”.

Scrive nella lettera che ha come titolo “La porta della fede”:

La “porta della fede” (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. E’ possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma. Attraversare quella porta comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita.

L’anno che stiamo per iniziare è, quindi, una occasione propizia per riscoprire il dono prezioso che abbiamo ricevuto e cioè quello di essere credenti nel Dio che si è fatto uomo in Gesù Cristo, crocifisso e risorto e che, attraverso il dono dello Spirito Santo, vive nell’oggi della Chiesa.

Non si tratta di ritornare a enunciati o frasi fatte ma, di far parlare con la nostra vita la bellezza dell’incontro con Gesù Cristo. Allora sarà indispensabile aver ben chiare le ragioni del credere così da poterle condividere. Una domanda è allora inevitabile: ho il desiderio di conoscere le ragioni del credere?

L’anno è l’opportunità data per non lasciare cadere ancora nell’indefinibile e nel generico la bellezza di un incontro che ha la forza di trasformare la vita dell’uomo e della donna di questo tempo.

don Mauro