DOMENICA 14 APRILE 2019  -  DELLE PALME  -  GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU'

              V O L G E R A N N O    L O    S G U A R D O



Dopo i quaranta giorni del tempo quaresimale entriamo oggi nella Settimana Santa o, come meglio sarebbe dire la Settimana autentica.
Perché autentica? Infatti, il termine appare curioso o, perlomeno, non immediato.
In realtà dire “autentica” è sottolineare almeno due aspetti della Pasqua:

  • la centralità, il cuore di tutto l’anno per il discepolo di Gesù Cristo dal momento che è nella morte e resurrezione di Gesù che noi possiamo conoscere, entrare in relazione con Dio Padre

  • la contemporaneità dei fatti che ci avviamo a rivivere perché mentre celebriamo la morte, la deposizione e la risurrezione di Cristo Gesù non andiamo a raccontare un fatto del passato ma ne riviviamo oggi il dono, l’efficacia.

In altre parole sperimentiamo oggi che il Cristo è il Crocifisso Risorto.
Non si tratta innanzitutto di descrivere una realtà ma di lasciarci coinvolgere nella realtà della Pasqua. Ed essere coinvolti significa decidere liberamente di dedicare il nostro tempo, con mente e cuore, a partecipare dell’amore di Cristo che si dona perché ogni persona possa riconoscersi figlio di Dio e fratello e sorella di altri uomini e donne.
L’approccio più completo alla Pasqua è, allora, quello di lasciarsi coinvolgere dal ritmo dei giorni della Settimana autentica con gli occhi dei primi dei tanti e, tra questi anche noi, discepoli del Crocifisso risorto. Sono gli occhi, ad esempio, dei testimoni oculari che non solo vedono ma partecipano e che così descrive M. de Unamuno nel Cristo di Velasquez:

Con quegli occhi suoi tristi che han provato le tenebre del seno della terra,

Lazzaro di Betania, il tuo fedele, pallido ancor del gelo della tomba,

vivente tra due mondi, Ti mirava in croce morto, e al ricordar la morte sua,

piangeva, le tue lagrime pensando.

Coi vergini suoi occhi a Te rivolti Maria beveva tutto il tuo biancore;

e la passione tua tutta migrava dall'immoto tuo cuore al suo gran cuore,

confitto in croce da infinita pena.

Coi suoi d'aquila occhi contemplava il corpo tuo Giovanni: intravvedeva,

dietro di Te, splendente il Sol dei tempi e delle genti, il grido della storia.

Già spento Ti vedeva, e non credeva agli occhi suoi Tommaso, e con la mano

toccar la neve della morte volle del corpo tuo.

Guardava il tristo legno Pietro scorato, e dai suoi vecchi occhi

un ruscello di lagrime sgorgando col sangue si mischiava che lasciasti

qual orma sul Calvario.

Nicodemo, il tiepido discepolo notturno,

da lungi, assorto, il corpo tuo mirava, e rinascer nel seno si sentiva

di nuovo il cuor.

La Maddalena solo vedea una sola nube dietro al velo

di lagrime degli occhi; tutto avvolto in nera notte.

Con furor guardando Giacomo la città, serrava il pugno

con la fronte aggrottata.

Il più fanciullo Stefano, viso angelico, prendeva

come reliquie, pio, l'aguzze pietre macchiate del tuo sangue.


Così dallo stupore vivremo la decisione della sequela e, anche attraverso di noi, continuerà a risplendere la bellezza dell’amore del Dio Crocifisso e Risorto.

don Mauro

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